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In occasione del Wired Next Fest
Bersani, Franceschini e Letta uniti nella lotta. Obbiettivo: spostare il Congresso del PD fino a farlo coincidere con le amministrative di Firenze e mettere in difficoltà Renzi. A Matteo si chiede lealtà, pazienza, disponibilità. Ma loro ….
Come sempre l’obbiettivo dei conservatori, dei neo-restauratori, è avere un contrappunto, un contrappeso, un controllo sull’unico leader che potrebbe portare il centro sinistra a vincere, ma dentro un’altra storia, liberando l’Italia dalle macerie.
Le diverse candidature, le regole del congresso, le primarie, i reggenti, i veggenti, persino l’indispensabile inevitabile tentativo di Enrico Letta di far qualcosa di utile, si giocano al chiuso, al coperto, nel pre-partita. Anche per questo in totale subalternità a Berlusconi. Questo gruppo dirigente non è né di destra né di sinistra: è senza pensiero autonomo, senza fantasia.
Tutti coloro che appaiono in campo hanno da fare questo complicato gioco di logoramento, di ridimensionamento, di rinvio. L’ultima direzione si è aperta dopo che un accordo si è raggiunto sul nome di Epifani. Già la prossima direzione prevista è stata rinviata perché non c’è un accordo su quando e come fare il Congresso. Chi candidare e a chi farlo vincere: quindi non resta che “limare” Renzi. Affinché non ce la faccia, o arrivi logorato e magari non sia più Renzi ma la sua ombra.
Dentro o fuori, aperto o liquido, il sindaco di Firenze non dovrà trovare una forma coerente alla mobilitazione politica ed alla speranze che tuttora si muovono attorno alle sue idee?
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