
Una realt da 180 milioni di euro di fatturato e 1200 addetti, con 45 anni di storia, presente in oltre 100 Paesi, quattro stabilimenti produttivi in Italia e altri tre in Romania, Russia e Cina... (leggi tutto)

Una realt da 180 milioni di euro di fatturato e 1200 addetti, con 45 anni di storia, presente in oltre 100 Paesi, quattro stabilimenti produttivi in Italia e altri tre in Romania, Russia e Cina... (leggi tutto)
Caritas italiana richiama l’attenzione sull’emergenza profughi in Siria, dove scontri sempre più sanguinosi continuano a provocare vittime e profughi. Caritas Siria sta distribuendo aiuti a 500 famiglie a Homs e 125 ad Aleppo; per questi primi interventi Caritas Italiana ha messo a disposizione 30 mila euro. Anche le altre Caritas
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Un 34enne romeno agli arresti domiciliari, denunciato per atti persecutori per non avere ottemperato all'ordine del Giudice del Tribunale di Padova che gli vietava di avvicinarsi alla coniuge, é stato sorpreso in strada dai militari della Stazione Carabinieri di Teolo (PD), in servizio di pattuglia.
Bloccato, è stato tratto in arresto per evasione dai Carabinieri, e dopo le formalità di rito, trattenuto in camera di sicurezza a disposizione per il rito per direttissima.

TR35 Giovani Innovatori: si premiano al Bo i progetti piu' innovativi
27-03-2012
TR35-Giovani Innovatorie' un progetto organizzato dalla Technology Review Italia e dal Forum... (leggi tutto)

Roma, 27 mar. La Guardia di Finanza di Padova ha denunciato 11 persone per truffa legata alla vendita di benzina. Sequestrati una stazione di servizio, 9 impianti privati e 24 colonnine erogatrici ... (leggi tutto)
Un bimbo di sei anni e' precipitato stamani dalla finestra della sua casa in localita' Taggi' di Sopra, nel padovano, mentre la madre sembra fosse uscita per andare a portare il... (leggi tutto)
Giovedì 23 febbraio, alle ore 20.45, nella chiesa parrocchiale di Fossò, don Luigi CIOTTI porterà la sua testimonianza all’interno di una serata promossa dal gruppo giovani... (leggi tutto)
31 maggio 1922 - 31 maggio 2012. Sono passati 90 anni da quando il presbitero diocesano don Giuseppe Paccagnella fonda'esup2; in via Cesarotti, a Padova, una casa per accogliere alcuni bambini... (leggi tutto)
A conclusione di una attività investigativa, iniziata nell’autunno del 2011, i Carabinieri della Stazione di Agna hanno individuato una coppia di giovani, attiva nello spaccio di eroina notificando un’ordinanza di sottoposizione agli arresti domicili [...]
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Conto alla rovescia per l'Assemblea Generale di Confindustria Padova, tra le prime associazioni territoriali del sistema Confindustria, che si terr lunedi' 6 febbraio 2012, con inizio... (leggi tutto)

Oggi alle 17 nella sede della Camera di Commercio in piazza Zanellato si terra' un Consiglio Provinciale straordinario in'contemporanea con tutti i Consigli provinciali italiani per approvare un ordine del giorno comune contro la legge, approvata in dicembre, che prevede il progressivo svuotamento di questa Istituzione in previsione di una sua definitiva scomparsa.
Le Province venete, i loro amministratori e i loro lavoratori ribadiscono il No ad un'Italia che cancelli le identita' locali e culturali e che pretenda di fare a meno di Enti assolutamente fondamentali per il governo del territorio.
Per rafforzare questo messaggio si sono riuniti, a Palazzo Santo Stefano, tutti i presidenti dei Consigli provinciali veneti. Presenti Luisa Serato presidente del Consiglio di Padova, Marina Balleello presidente del Consiglio di Venezia, Federico Frigato presidente del Consiglio di Rovigo, Valter Gasparotto Presidente del Consiglio di Vicenza, Fulvio Pettena' presidente del Consiglio di Treviso e Antonio Pastorello presidente del Consiglio di Verona.
'Voglio sottolineare - ha detto la presidente Serato - che, al di la' del fatto che il Governo ha escluso ogni forma di confronto con i rappresentanti delle Province, la norma, lungi dal consentire risparmi, produce, invece, notevoli costi'. A confermarlo sono le relazioni tecniche della Camera e del Senato ed un recente studio specifico dell'universita' Bocconi di Milano da cui si evince che a livello nazionale si verificherebbe un aumento della spesa pubblica, pari ad almeno il 25%, determinato dal passaggio del personale delle Province (56mila unita') alle Regioni o dal trasferimento di competenze di area vasta ai Comuni.
'Se questo e' vero - ha ribadito la presidente Serato - come e' vero che le Province, con 11 miliardi di euro l'anno, rappresentano solo l'1,35% della spesa pubblica della Stato, ci si chiede: qual e' la convenienza alla loro soppressione degli Enti provinciali?'
Per quanto riguarda poi, il numero degli amministratori delle Province, va sottolineato che il personale politico, nel 2010, era formato da circa 4mila persone, cifra su cui e' gia' intervenuta una diminuzione del 20%. A questa si e' aggiunto, l'anno scorso, un ulteriore taglio fino al 50% che portera', a pieno regime, al numero massimo di 1774 amministratori provinciali.
Se si guarda ai costi, invece, nel 2011, gli amministratori sono costati 111 milioni di euro cui 94,7 milioni per indennita' e 16,4 per rimborsi (Fonte Siope 2011). Rispetto alla spesa complessiva delle Province i c.d. costi della politica ammontavano, quindi, allo 0,9%. Dopo la manovra 2011, a regime, sulla base di quanto previsto dal decreto in materia di riduzione delle indennita' degli amministratori provinciali, il costo complessivo dei 1.774 amministratori provinciali si ridurra' ulteriormente fino a circa 34 milioni di euro.
Infine, va sottolineato che la spesa per il personale, nel triennio 2008-2010, e' diminuita dell'11,10%.
E' dunque innegabile che l'Ente Provincia ha gia' cominciato, da tempo, a fare la sua parte nell'ambito di una razionalizzazione responsabile dei costi del personale e della politica, a differenza di altre istituzioni a livello nazionale che continuano, pervicacemente, a rinviare ogni intervento in materia.
Ma non e' solo una questione di costi: si tratta anche, e soprattutto, di opportunita' perdute e di disservizi creati ai cittadini. Il decreto approvato non considera, per esempio, l'impatto che il trasferimento delle funzioni e delle risorse, oggi gestite dalle Province, avra' sui bilanci e sull'organizzazione delle Regioni e dei Comuni, gia' gravati dalle difficili condizioni di sostenibilita' del loro patto di stabilita'. Come non considera l'estrema difficolta' a computare e trasferire il patrimonio e il demanio delle Province che comprende 125mila chilometri di strade, oltre 5mila edifici scolastici, 550 centri per l'impiego oltre a sedi, edifici storici, partecipazioni azionarie, dotazioni strumentali. Come si garantiranno, medio tempore, i servizi ai cittadini? Attraverso quali risorse?
A fronte di questi dati, evidenti e ormai arcinoti i rappresentanti delle Province sono convinti che una riforma organica dell'assetto complessivo dell'ente, che non puo' essere prescindere da una riforma complessiva di tutte le altre Istituzioni della Repubblica, non sia piu' rinviabile. Va ridotto il numero delle amministrazioni: la razionalizzazione dovra' essere effettuata in ambito regionale, con la previsione di accorpamenti tra Province, mantenendo pero' saldo il principio di rappresentativita' democratica e con un occhio di riguardo alla specificita' di alcuni territori. Vanno ridefinite e razionalizzate le funzioni in modo da lasciare in capo alle Province esclusivamente quelle di area vasta. E' importante procedere nell'istituzione delle Citta' metropolitane, necessarie per il governo integrato del territorio, ma anche alla cancellazione di quegli enti strumentali che, impropriamente, svolgono funzioni attribuite dalla Costituzione agli enti democraticamente eletti.
Padova, 30 gennaio 2012
Oggi alle 17 nella sede della Camera di Commercio in piazza Zanellato si terra' un Consiglio Provinciale straordinario in'contemporanea con tutti i Consigli provinciali italiani per approvare un ordine del giorno comune contro la legge, approvata in dicembre, che prevede il progressivo svuotamento di questa Istituzione in previsione di una sua definitiva scomparsa.
Le Province venete, i loro amministratori e i loro lavoratori ribadiscono il No ad un'Italia che cancelli le identita' locali e culturali e che pretenda di fare a meno di Enti assolutamente fondamentali per il governo del territorio.
Per rafforzare questo messaggio si sono riuniti, a Palazzo Santo Stefano, tutti i presidenti dei Consigli provinciali veneti. Presenti Luisa Serato presidente del Consiglio di Padova, Marina Balleello presidente del Consiglio di Venezia, Federico Frigato presidente del Consiglio di Rovigo, Valter Gasparotto Presidente del Consiglio di Vicenza, Fulvio Pettena' presidente del Consiglio di Treviso e Antonio Pastorello presidente del Consiglio di Verona.
'Voglio sottolineare - ha detto la presidente Serato - che, al di la' del fatto che il Governo ha escluso ogni forma di confronto con i rappresentanti delle Province, la norma, lungi dal consentire risparmi, produce, invece, notevoli costi'. A confermarlo sono le relazioni tecniche della Camera e del Senato ed un recente studio specifico dell'universita' Bocconi di Milano da cui si evince che a livello nazionale si verificherebbe un aumento della spesa pubblica, pari ad almeno il 25%, determinato dal passaggio del personale delle Province (56mila unita') alle Regioni o dal trasferimento di competenze di area vasta ai Comuni.
'Se questo e' vero - ha ribadito la presidente Serato - come e' vero che le Province, con 11 miliardi di euro l'anno, rappresentano solo l'1,35% della spesa pubblica della Stato, ci si chiede: qual e' la convenienza alla loro soppressione degli Enti provinciali?'
Per quanto riguarda poi, il numero degli amministratori delle Province, va sottolineato che il personale politico, nel 2010, era formato da circa 4mila persone, cifra su cui e' gia' intervenuta una diminuzione del 20%. A questa si e' aggiunto, l'anno scorso, un ulteriore taglio fino al 50% che portera', a pieno regime, al numero massimo di 1774 amministratori provinciali.
Se si guarda ai costi, invece, nel 2011, gli amministratori sono costati 111 milioni di euro cui 94,7 milioni per indennita' e 16,4 per rimborsi (Fonte Siope 2011). Rispetto alla spesa complessiva delle Province i c.d. costi della politica ammontavano, quindi, allo 0,9%. Dopo la manovra 2011, a regime, sulla base di quanto previsto dal decreto in materia di riduzione delle indennita' degli amministratori provinciali, il costo complessivo dei 1.774 amministratori provinciali si ridurra' ulteriormente fino a circa 34 milioni di euro.
Infine, va sottolineato che la spesa per il personale, nel triennio 2008-2010, e' diminuita dell'11,10%.
E' dunque innegabile che l'Ente Provincia ha gia' cominciato, da tempo, a fare la sua parte nell'ambito di una razionalizzazione responsabile dei costi del personale e della politica, a differenza di altre istituzioni a livello nazionale che continuano, pervicacemente, a rinviare ogni intervento in materia.
Ma non e' solo una questione di costi: si tratta anche, e soprattutto, di opportunita' perdute e di disservizi creati ai cittadini. Il decreto approvato non considera, per esempio, l'impatto che il trasferimento delle funzioni e delle risorse, oggi gestite dalle Province, avra' sui bilanci e sull'organizzazione delle Regioni e dei Comuni, gia' gravati dalle difficili condizioni di sostenibilita' del loro patto di stabilita'. Come non considera l'estrema difficolta' a computare e trasferire il patrimonio e il demanio delle Province che comprende 125mila chilometri di strade, oltre 5mila edifici scolastici, 550 centri per l'impiego oltre a sedi, edifici storici, partecipazioni azionarie, dotazioni strumentali. Come si garantiranno, medio tempore, i servizi ai cittadini? Attraverso quali risorse?
A fronte di questi dati, evidenti e ormai arcinoti i rappresentanti delle Province sono convinti che una riforma organica dell'assetto complessivo dell'ente, che non puo' essere prescindere da una riforma complessiva di tutte le altre Istituzioni della Repubblica, non sia piu' rinviabile. Va ridotto il numero delle amministrazioni: la razionalizzazione dovra' essere effettuata in ambito regionale, con la previsione di accorpamenti tra Province, mantenendo pero' saldo il principio di rappresentativita' democratica e con un occhio di riguardo alla specificita' di alcuni territori. Vanno ridefinite e razionalizzate le funzioni in modo da lasciare in capo alle Province esclusivamente quelle di area vasta. E' importante procedere nell'istituzione delle Citta' metropolitane, necessarie per il governo integrato del territorio, ma anche alla cancellazione di quegli enti strumentali che, impropriamente, svolgono funzioni attribuite dalla Costituzione agli enti democraticamente eletti.
Padova, 30 gennaio 2012
(Comunicato della Provincia di Padova)
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