Ti trovi in: Padova e provincia Cronaca Blitz di attivisti dei centri sociali al Crowne Plaza di Padova
Scritte e volantini offensivi alla vigilia dell'assemblea della FIM-Cisl

Blitz di attivisti dei centri sociali al Crowne Plaza di Padova

POZZATO: BASTA CON LE INTIMIDAZIONI VIOLENTE VOGLIAMO SVOLGERE LA NOSTRA ATTIVITA’
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Raid vandalico di una cinquantina di attivisti dei centri sociali all’Hotel Crowne Plaza di via Po, alla vigilia dell’assemblea della Fim-Cisl cui prenderà parte anche il noto giuslavorista nonché senatore del Pd Pietro Ichino. Attorno alle 15 il folto drappello di antagonisti ha invaso la hall dell’albergo appendendo volantini alle pareti. Poi con bombolette spray di vari colori ha imbrattato di scritte l’entrata del Crowne Plaza e la fontana ubicata davanti all’ingresso. Oltre una decina gli slogan dal contenuto offensivo, nei confronti del professor Ichino e dell’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne. Il blitz è stato ripreso dal sistema di videosorveglianza dell’hotel. Filmati e volantini sono stati poi sequestrati dagli investigatori della Digos, allertati dal personale del Crowne Plaza.

“Stigmatizziamo – è la dura reazione di Adriano Pozzato, segretario generale della Cisl di Padova - la continua azione di violenza e di intimidazione nei confronti della nostra attività sindacale. E’ un atto antidemocratico che respingiamo con forza. Simili iniziative servono soltanto a destabilizzare il confronto sereno e responsabile sulle grandi tematiche del lavoro. Credo sia giunta l’ora che la società padovana si esprima con chiarezza dicendo da che parte sta. I violenti vanno emarginati e perseguiti. Noi nutriamo dubbi sull’opportunità di recenti alleanze con i centri sociali. Non hanno nulla di pacifico ma servono soltanto a coprire raid e azioni violente tipiche di uno squadrismo d’altri tempi. Siamo stanchi di essere bersagliati da attacchi di ogni genere. Nelle fabbriche viene persino impedito ai nostri delegati di esprimere le ragioni delle scelte della nostra organizzazione. Non c’è alcuna forma di rispetto verso le nostre opinioni. E chi agisce in questo modo viola i principi della democrazia”.
“Ribadisco per l’ennesima volta – conclude Gianni Castellan, segretario generale Fim-Cisl – che non siamo subalterni ai datori di lavoro come sostiene pubblicamente qualche sindacalista. Rivendichiamo unicamente la possibilità di svolgere la nostra azione sindacale senza intimidazioni”.


 



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