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A Legnaro dipendenti comunali sul piede di guerra.

Premio di produttività assegnato a un solo "collega" prelevandolo dalle risorse destinate a tutti.
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altA nulla è servito il tentativo di conciliazione intentato dal Prefetto per mettere d’accordo le organizzazioni sindacali della Funzione Pubblica e l’Amministrazione comunale. Oggetto del contendere è stata la progressione orizzontale (dalla categoria D5 alla categoria D6) per un solo dipendente senza la necessaria selezione aperta a tutti gli altri dipendenti, come era già stato richiesto dalle stesse organizzazioni sindacali in sede di trattativa. Inoltre le risorse per la progressione economica del “lavoratore” in questione sono state prelevate dal fondo produttività 2010 destinato a tutto il personale in forza al Comune di Legnaro, con un’inevitabile penalizzazione per i colleghi. Come se non bastasse l’avanzamento in carriera del dipendente doveva essere finalizzato al suo pensionamento entro il 2011, circostanza che però non si è realizzata grazie a un successivo accordo tra l’Amministrazione e il lavoratore, che ha scelto di restare in servizio.

 

Come spiegano i rappresentanti sindacali dell’organico del Comune di Legnaro, “Abbiamo chiesto la convocazione del Comune davanti al Prefetto dopo aver contestato quei provvedimenti che sono stati assunti in contrasto con le normative vigenti e senza preventivi accordi con le organizzazioni sindacali così come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro. In Prefettura non si è presentato nessun amministratore comunale, ma soltanto il responsabile del personale con cui non è stato possibile avviare un confronto costruttivo. Chiediamo ora il ripristino e la corretta applicazione di istituti quali l’informazione, la concertazione e la contrattazione, la sospensione della progressione orizzontale deliberata senza accordo con le parti sociali e l’apertura di una selezione aperta a tutto il personale, il recupero delle somme erogate e la loro successiva distribuzione a tutti i dipendenti.”

I rappresentanti dei lavoratori concludono il loro intervento dichiarando che in caso di mancata disponibilità valuteranno l’opportunità di denunciare l’accaduto alla Procura presso la Corte dei conti regionale del Veneto

 

 




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